Volontari: racconti e ricordi #2: Eddy

Seconda puntata della nostra nuova rubrica che vuole condividere le testimonianze dei nostri volontari. Oggi è il turno di Eddy Gaspari, anche lui intervenuto durante il Convegno “La famiglia al centro di solidarietà e memoria” tenutosi il 27 gennaio 2024 al Teatro Dino Buzzati di Belluno.

“La gran parte degli adolescenti aspetta il 18° compleanno per conseguire la patente di guida, ma per me raggiungere la maggiore età ha significato poter diventare volontario in Croce Verde Val Biois, a Falcade. Ho sempre vissuto da vicino la vita di quest’associazione, sia in famiglia con mio padre sia fra gli amici, e ho sempre desiderato poter far parte del volontariato nel campo del soccorso in emergenza. Ho compiuto tutto il percorso fatto di formazione, esami e tirocinio in ambulanza prima di diventare volontario attivo: ormai sono 14 anni che faccio turni in Croce Verde Val Biois e mi sono appassionato alla realtà anche dal punto di vista amministrativo, prima come tesoriere, poi come Vice Presidente e ora come Presidente pro tempore dell’associazione.  

Il servizio svolto, essenziale per il nostro territorio, è un modo per mettersi a disposizione per la comunità in situazioni in cui chi chiama il 118 per avere un mezzo di soccorso ha realmente bisogno di aiuto. Sono intervenuto in questi anni per diversi malori, traumi, incidenti in cui ho realizzato come il volontario, adeguatamente formato, rappresenta il tramite tra il paziente e i professionisti sanitari, il collegamento con l’ospedale più vicino. Inizialmente può spaventare, può sembrare che ci si debba assumere una responsabilità troppo grande, può accadere di sentirsi agitati o incapaci di agire di fronte a scenari imprevedibili eppure il percorso formativo è completo, i corsi di aggiornamento sono periodici e ogni esperienza permette di portare a casa nuovi stimoli, maggiore consapevolezza e rinnovata forza d’animo. Sono tutti arricchimenti personali unici, che ad ogni singolo intervento in ambulanza mi rendono contento di aver deciso di dedicare il mio tempo libero al volontariato in Croce Verde.  

Mi rivolgo soprattutto ai giovani, sperando che possano appassionarsi al volontariato in una delle sue più varie sfaccettature, impiegando il proprio tempo per gli altri, pronti ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze, competenze e emozioni.  

Da buon matematico, devo aggiungere che l’impegno nel volontariato del singolo si estende per una certa proprietà transitiva anche alla famiglia e ai propri cari: il tempo che ognuno di noi impiega nel volontariato è tempo che in qualche maniera viene sottratto loro, tuttavia va interpretato con un’accezione positiva, forte sia del supporto della famiglia sia dei valori e nelle esperienze che il volontario porta a casa e trasmette a chi gli è vicino”.  

Eddy Gaspari  

Condividi