Prosegue il progetto per l’inclusività di giovani LGBTQIA+

Cinque giorni a Belluno per 18 attivisti europei e un confronto sul tema con esperti locali

Gettare le basi per il primo network europeo di associazioni inclusive di giovani LGBTQIA+ residenti in aree rurali e montane come quelle bellunesi. È questo l’ambizioso obiettivo del progetto Reach+ “Reaching LGBT+ People in Rural Areas through Digital Storytelling”, promosso dal Comitato d’Intesa e finanziato da Agenzia Nazionale per i Giovani grazie ai fondi stanziati dal programma Erasmus+ (Azione Chiave KA210 – Partenariati su Scala Ridotta).

Il progetto, di durata annuale, si è concretizzato nell’ospitalità – appena conclusasi – per cinque giorni a Belluno di ben 18 attivisti, educatori, youth workers e volontari, afferenti a 15 organizzazioni, provenienti da 9 Paesi europei, disponibili a collaborare in una prospettiva di lungo periodo.

«Gli obiettivi principali sono stati quelli di avviare un percorso di lavoro in rete volto alla co- progettazione di un memorandum di intenti, ossia di un accordo di collaborazione, al fine di riunire in un unico documento strategico le priorità d’intervento e le procedure di governance identificate dai partecipanti stessi», spiegano le organizzatrici Laura De Riz e Veronica Da Canal. «Ma non solo: il valore aggiunto è stato quello di avviare un percorso di progettazione partecipata, al fine di trasformare le priorità identificate in progetti esecutivi da candidare alla prossima tappa del programma europeo “Cerv – Cittadini, uguaglianza, diritti e valori”».

Nel corso delle giornate bellunesi si sono alternati diversi interventi. Come quello di Elena Tubertini, psicologa di comunità, dottoranda in “Psychological Sciences” presso l’Università di Padova e formatrice presso il Centro Risorse LGBTI di Bologna, che ha avuto modo di presentare la propria ricerca di dottorato sul tema delle comunità come rifugio e sicurezza in Italia. Poi Francesca Pallotta, presidente dell’Associazione Dafne, che ha presentato il “Piccolo dizionario per l’inclusione”, breve glossario-vademecum che condensa i termini e gli acronimi più utilizzati per l’orientamento sessuale e l’identità di genere. Ancora, Francesco Santin, presidente della Cooperativa Sociale Blhyster, che ha illustrato i risultati della mappatura dei soggetti attivi in provincia di Belluno nell’ambito dell’inclusione di persone LGBTQIA+ – resa possibile grazie ad una coprogettazione sostenuta economicamente dal Csv Belluno Treviso – e Monica De Cet dello Europe Direct Montagna Veneta, che ha presentato il nuovo centro informativo Europe Direct del Gal Prealpi e Dolomiti, condividendo le esperienze attivate con i giovani del territorio bellunese. Prossimi step? Il lancio del nuovo sito di progetto e di un corso di formazione online sulla tematica del digital storytelling (narrazione di storie online), oltre all’organizzazione di uno scambio di giovani, che si terrà a luglio a Barcellona.

Per informazioni sul progetto scrivere a [email protected].

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